Il 30 aprile trasformiamo l’Italia in un teatro

di Manuela Lozza

A.A.A cercasi
Persona/e in grado di creare, insieme a me o in autonomia – da qui in poi “squadra” – la riduzione teatrale di un’opera narrativa.

L’opera è “Testa, mani e cuore” di Vincenzo Moretti.

La pièce dovrebbe risultare (in tutto, quindi comprendendo le parti non dialogate) di max 45 minuti e il testo dovrebbe essere pronto entro la fine di novembre, al più tardi comunque per quest’anno, per poter consentire a chi vuole metterla in scena di avere tutto il tempo.

Il fine è dare uno strumento:

– a chi ha già partecipato l’anno scorso e ha paura di ripetersi
– agli enti come le scuole che devono presentare un progetto
– a chi vuole aderire ma non se la sente di inventarsi qualcosa
– alle compagnie teatrali professionali e non.

Di seguito una serie di suggestioni (alcune delle quali andranno messe in pratica in fase di regia, ma conoscerle può aiutare il drammaturgo):

– il testo dovrebbe partire da una base di semplicità…mi spiego: potenzialmente lo metteranno in scena compagnie improvvisate, di non professionisti, di persone che magari recitano o fanno una regia per la prima volta in vita loro. Contemporaneamente, ai teatri e alle compagnie stabili che vorranno aderire, dobbiamo dare la possibilità di metterla in piedi nel tempo libero, senza inficiare il “lavoro remunerato”.

– nella mia idea, per semplificare il lavoro registico, si potrebbe mettere in scena la narrazione base (per chi conoscesse il libro, le vicende dei 2 fratelli, ad esempio) e gestire i racconti che la squadra troverà più significativi a mo’ di sogni, flashback, racconti dei personaggi.

– sarebbe bello prevedere parti corali, anche se non dialogate, in cui si possano far salire “sul palco” un numero illimitato di persone, a seconda della scelta dei vari registi e dei partecipanti.

– il testo dovrà essere concepito in modo da adattarsi allo spazio, alla fine deve essere qualcosa che si può mettere in scena anche in un salotto, su un terrazzo.

Forza forza, che siamo bravi e pieni di emozioni!

 

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vincenzo moretti

Sociologo e Narratore. Sono nato nel 1955 da Pasquale, muratore e operaio elettrico, e Fiorentina, bracciante agricola e casalinga. Desidero quello che ho e continuo ad avere voglia di cambiare il mondo.

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