Il secchio, la colla e il pennello

Eh sì, internet ha cambiato proprio tutto.
Ieri sera, quando Alessio ha aggiunto la nuova pagina da dove  si possono scaricare i banner con la scritta e senza per farne degli adesivi, dei volantini, delle immagini da stampare su una t-shirt, mi è venuto in mente di quando ero giovanotto, diciamo 40 anni fa, e se volevi pubblicizzare un’iniziativa, del partito, dell’associazione, del gruppo rock, dovevi ciclostilare il volantino, o far stampare il manifesto, e poi, armato di secchio, di pennellessa (pennello della misura giusta per il lavoro che dovevi fare) e di colla, sciolta nell’acqua of course, te ne andavi con gli amici in giro per il quartiere a propagandare la tua iniziativa.
Come è più semplice adesso. No, non mi riferisco tanto ai rischi, che a quei tempi, quando eri ragazzo, se tu eri comunista, del Partito Comunista Italiano intendo, e coprivi i manifesti dei fascisti, il Movimento Sociale Italiano, o viceversa, si poteva finire ‘a pisce fetiente, e tu e loro lo sapevate che bisognava starci attenti, ma ogni tanto la mano scappava e allora poteva anche finire come finiva. Mi riferisco al fatto che con tutto quel casino tu allora potevi informare al massimo il quartiere, in casi eccezionali ti spostavi a quelli affianco, mentre invece adesso Alessio pubblica tutto sul blog e voi ve lo scaricate ad Aosta o a Bari, a Catania o a Trento, e anche a Londra o a Madrid o dove vi pare, e lo mettete come immagine di copertina sulla vostra pagina Facebook, e poi chiedete alle vostre amiche e ai vostri amici di fare lo stesso, e poi non contente/i lo stampate e mettete il vostro volantino nella bacheca della fabbrica, o dell’ufficio, o della biblioteca, o ne  fate un’adesivo e lo attaccate da qualche parte, o con pochi euro lo fate stampare sulla vostra felpa o sulla vostra t-shirt, si, anche quella un po’ vecchiotta che vi stava venendo a noia e che se invece ci stampate su La Notte del Lavoro Narrato diventerà tutta un’altra cosa.
Come? Che succede se nessuno di voi fa niente? Niente, che deve succedere. Niente sia nel senso che non vi posso mica mettere la multa, sia nel senso che se nessuna/o fa niente niente succede.
Però posso dire la mia? Io non credo che finirà così. Sì, sono molto fiducioso, lo vedo dalle iniziative che state mettendo in piedi, dalle cose che scrivete sulla pagina dell’evento, dall’entusiasmo con qui avete accolto questa piccola idea che sta diventando grande proprio grazie a voi e alle cose che state facendo.
Forza, dunque, passate parola, che quella del 30 Aprile sarà una notte memorabile. Grazie a voi.
#lavoronarrato #sipuòfaresifa
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vincenzo moretti

Sociologo e Narratore. Sono nato nel 1955 da Pasquale, muratore e operaio elettrico, e Fiorentina, bracciante agricola e casalinga. Desidero quello che ho e continuo ad avere voglia di cambiare il mondo.

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