Roccapiemonte c’è

di Gaetano Fimiani

Carissimi amici e soci di Fedora,
il 30 Aprile 2014, a partire dalle ore 20.30, in tutte le città e in tutte le case che aderiscono all’iniziativa, ci si incontrerà per leggere, narrare, cantare, dipingere, rappresentare, condividere storie di lavoro.Un’iniziativa pensata da Alessio Strazzullo e il Professore Vincenzo Moretti, autore del libro “Testa, mani e cuore”.
Anche a Roccapiemonte, precisamente in Piazza Giovanni XXIII ( di fronte a Palazzo Marciani) si parlerà di lavoro con testimonianze di lavoratori; di antichi e nuovi mestieri ( dal falegname al Video Maker, passando per lo scrittore e il medico); il tutto accompagnato da musica che farà da sottofondo a brani e poesie intervallati da festosi brani di musica popolare.
La nostra iniziativa è frutto della collaborazione dell’associazione Fedora con Noocleo, il Circolo Prc di Roccapiemonte e la Pro Loco e vede il  sito di informazione OrcoPress-Campania Press come media partner ufficiale dell’evento.
Per la nostra associazione interverrano lo straordinario Luca Greco, musicista di talento, tanti soci che vorranno raccontare il proprio vissuto lavorativo.
Un ringraziamento a Rosanna Califano che ha promosso l’intervento dei maestri della tammorra della Paranza ro Professore.
Dal manifesto del blog possiamo evincere la pura essenza della serata:
“Ci piace l’Italia che pensa lavoro, dunque sono, merito rispetto, considerazione.
L’Italia che dà più valore al lavoro e meno valore ai soldi, più valore a ciò che le persone sanno, e sanno fare, e meno valore a ciò che hanno.
L’Italia che crede nel lavoro come identità, dignità, diritti, responsabilità, autonomia, futuro e dunque non lo considera soltanto un mezzo, una necessità, ma anche un fine, una possibilità.
L’Italia che chiede rispetto per il lavoro e per chi lavora, riconoscimento per chi merita, sostegno per chi innova, inclusione per chi si trova in una condizione di svantaggio non per propria colpa ma per gli esiti della lotteria sociale.
L’Italia che considera il lavoro ben fatto il centro, il motore, l’anima del processo di cambiamento, l’approccio in grado di tenere assieme l’ebanista e il maker, l’azienda agricola e il rural hub, il cantiere edile e l’impresa di pannelli solari, il borgo antico e la smart city.
L’Italia che pensa che ciò che va quasi bene non va bene, che mette sempre una parte di sé in quello che fa, che prova soddisfazione nel fare bene una cosa a prescindere, qualunque essa sia: pulire una strada, progettare un centro direzionale, scrivere l’enciclopedia del dna, cucinare la pasta e fagioli. L’Italia che compete perché nel lavoro valorizza la dedizione, la cura, l’intelligenza, la qualità, la professionalità, l’eccellenza, la conoscenza, l’innovazione, la bellezza.
L’Italia del barista e della scienziata, dell’artigiano e dell’impiegata, del musicista e dell’operaia, del ferroviere e dell’apicultore, della maestra e del maker, dello start-upper e del meccanico, donne e uomini normali che ogni giorno con il proprio lavoro, con l’intelligenza, l’amore, l’impegno che mettono nelle cose che fanno, creano le condizioni per dare più senso e significato alle loro vite e dare più futuro al nostro Paese.
La Notte del Lavoro Narrato nasce da qui, dall’idea che non c’è lavoro di cui ci si debba vergognare, che lavorare con passione e impegno vuol dire condividere una missione, quella stessa che fa grande una nazione.
La Notte del Lavoro Narrato è l’incontro di donne e uomini diversi per età, interessi, convincimenti e però accomunati da questa voglia di fare bene le cose, di trovare nel lavoro il senso di una vita più ricca e dunque più degna di essere vissuta, di contribuire tutti assieme, portando ciascuno il proprio mattoncino, al Rinascimento dell’Italia.”
roccapiemonte

vincenzo moretti

Sociologo e Narratore. Sono nato nel 1955 da Pasquale, muratore e operaio elettrico, e Fiorentina, bracciante agricola e casalinga. Desidero quello che ho e continuo ad avere voglia di cambiare il mondo.

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