Jamme. Andiamo. Adelante

Ja, e ditemi che ve la ricordate la battuta finale di Matrix Revolution. Quella con Seraf che dice all’Oracolo “Lei ha sempre saputo!” e l’Oracolo che risponde: “Oh no! no! ..al contrario, ma ho creduto, ho molto creduto!”
Ecco, al primo giornalista che mi chiede se me lo aspettavo risponderò così, che mi piace un sacco ed è pure la verità. Soprattutto perché aggiungerò immediatamente che se ci avessi creduto solo io non sarei andato da nessuna parte, e neanche se ci avessimo creduto solo io e Alessio, solo io, Alessio e Paola e Jepis e Cinzia e Colomba saremmo andati da nessuna parte. La nostra meravigliosa notte è stata possibile perché ci abbiamo creduto in tante/i,  perché in tante/i ci avete messo lavoro buono, quello che anche quando sei stanca/o ti esta la forza per fare un’altra cosa ancora, quello fatto con la testa, con le mani e con il cuore, quello che ti fa dire “lavoro, dunque sono, valgo, merito rispetto, considerazione”, quello che ti fa afre cose da pazzi per coinvolgere ancora un’altra amica, o amico.
Ecco, direi che la buona notizia è che ce l’abbiamo fatta. Quella ottima è che abbiamo appena cominciato.
Naturalmente ciascuna/o di voi può decidere di scendere a questa fermata o di continuare il viaggio, ce l’eravamo detto, ricordate?: La Notte del Lavoro Narrato non è un evento, è una storia, un racconto, un viaggio che tiene assieme persone per tante ragioni diverse che pure condividono alcune idee importanti sul lavoro e sul suo valore, ma sì, quelle che abbiamo scritto nel manifesto. No, non ci sono ripensamenti, la luna continua a essere chiara, il vento dolce, il mare calmo, la voglia di dormire poca, perché di questi tempi è meglio tenerli aperti gli occhi, e come diceva ai tempi del mio viaggio in Giappone il mio amico Franco Nori, quattro occhi sono meglio di due, otto meglio di quattro e così via, fino all’infinito e oltre.
Dice ma adesso che facciamo? Rispondo che io qualche idea che mi piace ce l’ho, Alessio, che ritrovo domani, pure, qualche altra me l’hanno suggerita Jepis, Cinzia e Antonio in questi 3 giorni a #Cip come sempre pieni pieni di cose, comprese condivisioni, statistiche, l’hashtag #lavoronarrato stampato in 3d, Cara moglie e Nuttata ‘e sentimento live e la squisita pizza con l’hastag che vedete nella foto, altre 3 -4 sono venute da Mattia e da Adriana ma solo perché solo con loro ho parlato, che se ci sentiamo con altre/i cento di voi vengono fuori altre mille idee.
Sì, direi che le idee proprio non ci mancano. E con Alessio ci siamo detti che in fondo c’è anche un modo per regolare la condivisione delle cose che intendiamo condividere, perché naturalmente ciascuna/o di noi può fare mille altre cose, alcune da solo come gli pare, altre con altri con le modalità che assieme definiranno, per quelle che facciamo assieme l’idea è di adottare le Licenze Creative Commons nella versione  Cc-by new white.svg Cc-nc white.svg Cc-sa.svg CC BY-NC-SA che in buona sostanza “permette di distribuire, modificare, creare opere derivate dall’originale, ma non a scopi commerciali, a condizione che venga riconosciuta la paternità dell’opera all’autore e che alla nuova opera vengano attribuite le stesse licenze dell’originale (quindi ad ogni derivato non sarà permesso l’uso commerciale).
Naturalmente abbiamo ancora un po’ di tempo per pensarci su (non solo io e Alessio, ma tutte/i noi), perciò pensiamoci, che forse è un buon modo per condividere idee, progetti, esperienze.
Jamme. Andiamo. Adelante. Che abbiamo appena cominciato.

pizza

vincenzo moretti

Sociologo e Narratore. Sono nato nel 1955 da Pasquale, muratore e operaio elettrico, e Fiorentina, bracciante agricola e casalinga. Desidero quello che ho e continuo ad avere voglia di cambiare il mondo.

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Una risposta

  1. 3 Maggio 2014

    […] veramente da divertirsi, da costruire, da cambiare. Delle idee di Mattia e Adriana ho accennato nel post di ieri sera, ma per la verità al domani abbiamo cominciato a pensare anche prima, che io me n’ero […]

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