#lavorobenfatto

Terra e Libertà

Sarzana, #casabellegoni

Qui a casa, nella mia terra, mi viene spontanea una riflessione, la terra assorbe e restituisce identità.
Mettere le mani nella terra è un po’ come riaffondare le nostre radici umane nella vita e quindi spesso sento l’esigenza, il bisogno e la voglia di dedicare una parte di me, del mio tempo, ad essa, proprio perché la terra, come dicevo, si prende tempo ed energia, sudore e fatica, ma ti restituisce tutto in modo più che generoso, la terra si alimenta ed alimenta al tempo stesso.
Un po’ di tempo fa, guardando dall’alto lo spazio vuoto del mio giardino, ho avuto come l’impressione di avere davanti agli occhi una tela bianca da poter dipingere  e così mi sono immaginato ciò che poteva essere, popolato di piante, fiori, luci e colori, con me sdraiato all’ombra di un grande salice a leggere un buon libro o a scrivere qualche pensiero in libertà.
Ed ecco allora che mi trovo qualche giorno dopo questo sogno ad occhi aperti a scavare una bella buca che possa accogliere il salice che ho sognato e che poi successivamente ho acquistato.
Non è la pianta maestosa del mio sogno, quando ho finito il lavoro sembrava di avere davanti agli occhi l’immagine di un piccolo ramoscello stretto tra le grandi mani della terra e che il vento agitava impietosamente, quasi a volerlo strappare per portarselo via.
La mia compagna amorevolmente e ironicamente mi fa notare che la maestosa pianta che le avevo descritto, sotto la cui ombra avevo detto che ci saremo sdraiati, non è in realtà sufficiente a ristorare nemmeno un piccolo passerotto in cerca di un po’ di riposo.
Cerco di sorridere, anche se il mio orgoglio come sempre si fa sentire, e nella mia mente nasce spontaneo un pensiero : “laddove tu vedi un fragile ramoscello, io vedo già una pianta maestosa e forte!”.
Dopo tutto ciò penso al tempo, il tempo della terra, questa dimensione capace di sfuggire alle regole della velocità che l’evoluzione della società ci impone, ma penso anche al tempo come la risorsa più preziosa che ognuno di noi ha e quindi come investimento nella terra che ci restituisce tutto il suo valore, ma solamente se siamo disposti ad uscire dalla dimensione temporale sociale attuale ed accettiamo quella ancestrale della terra.
Ripenso al mio sogno, al salice e mi viene in mente una canzone meravigliosa di Ivano Fossati, C’è Tempo, e la poesia di questa frase credo possa chiudere perfettamente questi pensieri :
“Dicono che c’è un tempo per seminare/  E uno più lungo per aspettare
Io dico che c’era un tempo sognato / Che bisognava sognare”

Seattle, #amazongo

Qualche giorno fa, tra le notizie di coda del tg, quelle che solitamente scorrono davanti ai miei occhi senza catturare la mia minima attenzione, ne scorre una che invece squarcia come un fulmine quel lieve torpore al cervello che spesso mi provoca la TV.
Parla di un nuovo supermercato che Amazon ha aperto a Seattle, si chiama Amazon Go ed è solo un prototipo di una vera e propria catena di negozi che prima saranno aperti negli USA, 3000 prossimamente, e poi in tutto il mondo.
La cosa mi ha incuriosito parecchio e così ho fatto un po’ di ricerche per approfondire e ho trovato questo video che spiega brevemente come funziona.
Basta scaricare una app e con lo smartphone si può entrare dentro il negozio, che è totalmente privo di cassieri, e centinaia di telecamere, che monitorano ogni gesto dei clienti, coordinate da un’intelligenza artificiale, sono in grado di registrare automaticamente le cose che vogliamo acquistare e addebitarci il conto direttamente sulla carta di credito registrata sulla app.
Ci sarebbero ovviamente molte riflessioni da fare, partendo dal fatto che una notizia del genere sia in coda al tg, sia data come una notizia di costume e società, senza coglierne la portata e senza riflettere seriamente su come il cambio di paradigma imposto da internet, che va verso un utilizzo sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale, stia radicalmente cambiando la società, spesso nell’indifferenza e nella passività dei più.
Ovviamente poi c’è il tema enorme di come l’intelligenza artificiale cancelli rapidamente mestieri e professioni e ridefinisca i confini del lavoro per come li abbiamo conosciuti nella società fordista e nell’attuale transizione post fordista.
Ma ho ancora in mente un tema, che si rincorre ossessivamente tra i miei pensieri, il tempo, perché se c’è un tempo della terra, c’è pure un tempo di internet, un tempo che assume sempre più la stessa velocità di una app e che attraverso l’intelligenza artificiale ci fa scorrere come bit dentro una realtà aumentata.

Tra Roma e Sarzana, #inviaggio

Qui in treno, mentre vedo scorrere velocissimamente il mondo davanti ai miei occhi, è di nuovo il tempo il protagonista dei miei pensieri, perché pure qui, su questo frecciargento che mi riporta a casa, al netto dei piccoli e grandi ritardi dovuti all’inefficienza umana e non certo alla macchina, di nuovo mi rendo conto di quanto l’evoluzione tecnologica ridefinisca la nostra dimensione spazio-temporale e mi consenta in poco più di tre ore di essere a casa, coprendo uno spazio di oltre 600 km.
Mentre scrivo con il mio tablet, ascolto contemporaneamente la musica e mi viene voglia di riascoltare quella canzone di Fossati e parafrasando quel titolo mi viene da pensare che non c’è solo un tempo, ma ci sono molti tempi e scrivendo queste riflessioni ne sono già venuti fuori tre : il tempo della terra, il tempo di internet, il tempo del viaggio.

Tra la terra e internet, #connessione

Riflettendo e cercando di tirare le file di un pensiero che forse si è fatto più grande di me e delle mie capacità di piena comprensione, mi ritrovo sospeso tra la terra e internet ed è da qui che penso di avere un’unica possibilità di salvezza, la connessione.
Se spazio e tempo definisco una dimensione, credo che ogni umano viva attraverso diverse dimensioni e il punto credo che non sia quello di riflettere su come far prevalere una dimensione sull’altra, ma semmai come siamo in grado di connetterle, perché o siamo noi a imporre un nuovo paradigma fatto di diverse dimensioni, ma con la stessa costante, l’uomo al centro, oppure l’uomo rischia di scomparire in ogni dimensione, inghiottito dalla terra oppure trasformato in un bit e inghiottito da internet.
Abbiamo uno strumento potente per combattere questa battaglia, è la consapevolezza, perché solamente attraverso di essa possiamo conquistare e riconquistare ogni nuova e antica dimensione, per poi connetterle nella dimensione più importante di tutte, quella della libertà, dove è l’uomo a governare il tempo e non a esserne governato.

Terra e Libertà

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