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Maria, i pazienti e i giorni che legano

Nino aveva salutato il suo amico Gabriele e si era avviato lungo la strada.

La giornata era stata lunga e piena d’impegni.

Ogni lavoro e ogni vita hanno le loro sorprese e le loro regole; ci sono alti e bassi, pensava Nino, camminando lungo la strada del piccolo paese in cui viveva Gabriele.

La strada era stretta; si allargava poi, quasi improvvisamente, e la vista spaziava sulla vallata. Il tramonto invitava a riflettere un attimo prima che il giorno si allontanasse.

Ogni tanto andava lì per stare un poco con il suo amico e raccontare quello che avevano fatto negli ultimi tempi. Era un’abitudine nata con il tempo e diventata poi una piacevole necessità.

Gabriele non era sempre disponibile perché costretto a sottoporsi a dialisi da ormai molti anni; eppure, ogni volta che potevano incontrarsi, l’atmosfera era serena e piena di cose che condividevano. Era uno spazio magico e riservato.

Il tramonto era dolce e Nino rallentava volontariamente per arrivare con tranquillità alla macchina.

Il suo pensiero correva a Maria, l’infermiera di cui gli aveva parlato Gabriele.

Maria stava per andare in pensione e, dopo tanti anni, avrebbe lasciato il servizio per la dialisi e i pazienti che si recavano lì tre volte a settimana.

Gabriele aveva raccontato di un rapporto che si era creato con il tempo e che gli aveva consentito di gestire con una maggiore serenità la sua condizione.

Maria sapeva sorridere, accogliere e giocare con i pazienti; a volte, senza mai diventare aggressiva, sapeva anche prenderli in giro e, con quel suo modo di fare gentile e senza finzioni, li aiutava a guardare le cose senza pietismi.

Ogni settimana, ogni giorno di dialisi, Gabriele aveva costruito un rapporto e si era sentito riconosciuto e rispettato: un uomo accolto con umanità e disponibilità.

Era bellissimo il suo racconto e Maria doveva davvero essere una persona speciale.

Nino, dalle parole di Gabriele, aveva compreso che quella donna non era una semplice infermiera chiamata a svolgere il suo compito.

Maria sapeva essere umana senza diventare melensa e senza compiacere il dolore; sapeva spronare i pazienti e sapeva sostenerli nei momenti difficili.

Con gli occhi e con il sorriso, per Gabriele, e quindi per tanti altri, era diventata un punto di riferimento e un appuntamento, che pur essendo legato a una condizione di malattia, era come una scadenza fissa, quasi come un incontro con un amico.

In fondo, anche gli incontri tra Nino e Gabriele erano una scadenza quasi fissa.

Nino prese le chiavi della macchina e pensò, con un leggero sorriso, che si può essere riconoscenti anche per interposta persona e che, in effetti, senza che lei lo sapesse, anche lui si era affezionato a Maria e al suo modo di vivere la sua professione.

Il giorno si avviava a finire senza troppe paure e Nino si avviò verso casa.

Maria, i pazienti e i giorni che legano

Un commento su “Maria, i pazienti e i giorni che legano

  1. I colori del tramonto si uniscono con delicatezza a questo sentimento misto tra amicizia e condivisione creando uno spazio aereo amoroso, delicato e rassicurante. Una piacevole immersione. Complimenti

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