#lavorobenfatto

L’urgenza del fare

Caro Vincenzo,
la proposta di contribuire come blogger al tuo progetto sul lavoro ben fatto mi onora.
Non sono mai stato un grande appassionato di scrittura, forse perché non sono stato il lettore che avrei voluto essere. Mi torna alla mente la mia settimana tipo, più o meno dagli 8 ai 19 anni: scuola, piscina, studio, calcio, pianoforte. Il Sabato mattina lo dedicavo insieme a mio padre a incontrare, nelle loro fabbriche, i fornitori dell’azienda ferroviaria per cui lavorava. Sabato sera a letto presto perché Domenica mattina si giocava la partita.
A 19 anni, con l’impegno universitario sempre maggiore e una non più tenera età ho appeso le scarpette al chiodo nonostante i discreti risultati – ho giocato in Serie D con l’Ercolanese – e mi sono dedicato per circa 10 anni a un’altra grande passione che mi ha insegnato a relazionarmi con tante persone e gestire un mio team: organizzare eventi.

Come tutto nella vita, è una questione di scelte. Con il passare degli anni e con le responsabilità che aumentavano al lavoro ho iniziato a viaggiare spesso, in treno o in aereo. E da allora ho cominciato a ritagliarmi il tempo per approfondire tanti temi a me cari: dalle questioni più tecniche legate alla mia formazione accademica fino a quelle socio politiche di fondamentale importanza per chi come me vuole impegnarsi nel sociale.
In ogni caso, tra i libri che più mi hanno colpito in questi anni ci sono lo Stato Innovatore della Mazzuccato, il Grido di Antonio Moresco e le tue Novelle Artigiane.

Credo fortemente nella Teoria del Lavoro Ben Fatto e  nella necessità di “connettere le persone”. Come hai scritto nei tuoi racconti, “ci sono tantissime persone  che fanno bene le cose che debbono fare. Il punto è che ognuno fa da sé, e questo riduce di molto le loro possibilità, sia come singoli che come comunità. Dobbiamo connettere il talento delle persone con l’organizzazione delle strutture e la capacità di fare sistema dei territori. Perché bisogna che cambi la cultura, l’approccio. Delle persone, delle organizzazioni, e delle comunità. Sostituire il potere della forza, della gerarchia e del denaro con il potere della bellezza, della condivisione e della consapevolezza è come fare una rivoluzione.”

E credo fortemente che il primo dovere di un cittadino sia aiutare le persone a capirsi e a camminare insieme, specialmente nei momenti di crisi, specialmente nelle divisioni più difficili; mostrare rispetto per tutti i suoi interlocutori e lavorare per trovare una strada che faccia progredire tutti.
Ogni giorno ci viene data l’opportunità di fare la differenza nelle vite di coloro che ci stanno introno. E, ogni giorno, dobbiamo decidere se accettare la sfida, oppure se semplicemente adottare la massima “vivi e lascia vivere”.
Credo di aver trovato proprio qui la mia vocazione: meno parole e più fatti per migliorare il mondo.

Stiamo attraversando una fase di cambiamento nel mondo del lavoro, delle relazioni sociali con una richiesta da larga parte della popolazione mondiale anche di modelli economici finanziari e politici diversi da quelli fin qui conosciuti. Penso che dobbiamo impegnarci tutti attivamente per cercare risposte e non smettere mai di porci domande sul nostro essere al mondo e non voglio diventare come quei politici che continuano a ripetere da anni le solite teorie scrivendo su giornali, blog e andando in televisione e non dando seguito con i fatti alle proprie parole.

Proprio così caro Vincenzo, i libri che ho letto negli ultimi anni mi hanno aiutato a capire chi voglio essere e sento l’urgenza del fare, di agire, di organizzare, per dare l’esempio a tutte quelle persone ormai scoraggiate proprio dalle tante parole vuote, per dimostrare con i fatti prima che con le parole le mie idee e i miei sogni.

Detto ciò, non mi sfugge l’importanza di avere un luogo dove poter raccontare il lavoro ben fatto, le aspirazioni e tutto quello che insieme ad una squadra di amici e professionisti che cresce ogni giorno stiamo portando avanti, naturalmente senza fare propaganda, raccontando passione, idde, possibilità.

Ecco caro Vincenzo, direi che è tutto, se credi che questo possa essere il mio primo articolo sul tuo blog e se in futuro vorrai e potrai dare ancora spazio alle mie narrazioni sarò ben lieto di accettare questa opportunità, di cui ti sono infinitamente grato.
Siamo quelli del Lavoro ben fatto e vogliamo scendere in campo per dimostrarlo.

L’urgenza del fare

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