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Da grande voglio fare l’insegnante

Lo so, c’è un grande spoiler già nel titolo, ma la ragazza di questa intervista è una persona concreta, da piccola si è detta: “da grande voglio fare l’insegnante” e oggi Maria insegna, non solo ai suoi alunni, ma trasmette un suo interesse a chiunque sia curioso di conoscere.

Pronti per prendere un caffè con noi?

Maria, l’ultima volta ci siamo salutate con progetti di partire per l’Inghilterra, com’è andata?

La Brexit ha complicato un po’ le cose e fatto crollare quello che sarebbe dovuto essere il mio stipendio di insegnante assistente a 13mila pound l’anno, non abbasstanza perchè potessi trasferirmi a Londra, ho dovuto desistere e cambiare progetti.

Precedentemente eri stata in Danimarca, cosa ti spinse a sceglierla come destinazione?

Se devo essere sincera i paesaggi. Ho sempre desiderato trasferirmi lì, dal punto di vista paeaggistico è un posto incantevole.

Facendo un balzo temporale e tornando al tuo percorso di studi, cosa ti fece scegliere filologia moderna finito il liceo?

Mi piaceva molto la letteratura e volevo diventare insegnante, volevo diventarlo da sempre. So che può sembrare buffo ma da piccola inventavo compiti di italiano con errori solo per giocare a poterli correggere. Mi divertivo così.

Oggi come vivi il rapporto con i tuoi alunni?

Ho un ottimo rapporto con i miei alunni, molto umano. Non mi piace limitarmi alla semplice didattica frontale, cerco sempre di stimolarli al pensiero critico e abbiamo costruito insieme un rapporto amichevole, di fiducia. Loro sanno che possono contare su di me, anche al di fuori della scuola.

Le generazioni più mature hanno sempre qualche riserva verso le nuove; tu come insegnante hai avuto modo di scoprire in cosa possano essere “avvantaggiati” i ragazzi di oggi rispetto a noi e cosa invece reputi sia una loro “pecca”?

Non credo che le nuove generazioni abbiano molti vantaggi rispetto a noi, ma hanno dalla loro una conoscenza più avanzata della tecnologia, questo gli fornisce strumenti per permettergli di progettare idee per il futuro in modo più rapido e innovativo.

Quanto alle pecche, da docente di storia, noto che conoscono poco il valore della Storia e sopratutto delle radici storiche del nostro paese.

Cosa ne pensi delle dinamiche del concorso docenti in Italia?

I concorsi sono fondamentali, ma dovrebbero essere banditi ogni anno per contrastare il livello ancora troppo alto di precariato che c’è nel mondo della scuola.

Tu non ti limiti ad insegnare, come sei arrivata al giornalismo?

Mi piace molto scrivere, ma non è qualcosa che ho cercato. All’epoca frequentavo diverse associazioni territoriali e mi fu proposto da alcuni colleghi di dare una voce alla città di Marano, mi dissero che serviva una voce femminile per dare un punto di vista diverso alle cose. Ho iniziato a scrivere per un quotidiano locale e poi per il Roma.

Si può dire che questo dualismo fra insegnamento e giornalismo sfoci in Learn Neapolitan. Com’è nata l’idea di questo blog?

Credo che il dialetto napoletano sia una lingua fondamentale per capire le dinamiche dei rapporti tra i popoli e le loro culture. Mi piace l’idea che gli stranieri, soprattutto gli anglofoni, possano avere un blog dove imparare il napoletano, scoprendo quanto sia vicino anche alla loro lingua.

Insegnante e giornalista, due categorie prima molto rispettate oggi abbastanza bistrattate. Se fino ad un ventennio fa insegnante lo diventavi per il tipo di rispetto nella società che ti garantiva il ruolo, oggi molti più giovani come Maria la scelgono come professione perchè amano trasmettere qualcosa. Ma soprattutto, la filosofia che si sta diffondendo è  “partire per ritornare”, fare esperienze all’estero per poter importare valore con le proprie passioni e le proprie competenze.

Se ancora non conoscete One Coffee Talk potete dare una sbirciata qui, oppure qui. Se invece ancora non conoscevate Maria ecco la sua video intervista di un anno fa.

Amelia AmicoAmelia Amico
Author: Amelia Amico
Vivo con il naso all'insù e gli occhi ad oriente.

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