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Giuliano, le scarpe e i passi per i nostri sogni

Nino era entrato quasi per caso in quel negozio.

In effetti, qualche tempo dopo non avrebbe ricordato i motivi che l’avevano condotto lì. Il ricordo era vago e riguardava qualche impellenza o una nuova fissazione. Da un poco di tempo non amava fare troppi acquisti; non erano motivi economici a spingerlo in questa direzione; piuttosto gli piaceva pensare di sottrarsi alla smania del consumo a tutti i costi.

In quel caso specifico, si trattava di difendere una conquista che non è mai scontata nella vita: un paio di scarpe comode, divenute familiari come pantofole calde e avvolgenti, non si possono buttare via senza almeno qualche tentativo di recupero. E così, Nino si era avviato da casa portandole con sé per entrare nella bottega di Giuliano di cui aveva tanto sentito parlare. L’odore dei pellami e quello delle colle lo colpirono subito. C’era qualcosa di antico e qualcosa di moderno nello spazio in cui Giuliano si muoveva con alacre celerità. Scarpe, qualche borsa, cinture e altri oggetti riempivano lo spazio riservato ai clienti. Le fotografie delle calzature che l’artigiano aveva realizzato per alcune produzioni cinematografiche facevano bella mostra di sé sulle pareti: dietro ogni scarpa o calzare c’era una lunga ricerca.

Dietro al lungo bancone c’era spazio per un banchetto e alcune macchine più o meno misteriose per Nino che non smetteva di guardarle, mentre aspettava il suo turno. C’erano, infatti, altre persone entrate prima di lui e Giuliano stava mostrando un paio di scarpe per restituirle al legittimo proprietario. Seguendo con lo sguardo tutta la scena, Nino si rese conto che Giuliano le scarpe non soltanto le riparava e ripuliva, ma le inventava, le costruiva, le faceva vivere con il suo nobile lavoro e le sue poetiche parole.

Quanta storia e quanta dedizione ci potevano essere in una scarpa; quante cose, pensò Nino, non aveva mai percepito di quel mestiere così antico e così legato all’abilità delle mani.

Giuliano sapeva incantare i suoi clienti parlando di piede, terra, contatto con il suolo e con il fondamentale apporto che “un buon paia di scarpe” potevano portare al nostro benessere. Era un piacere ascoltarlo e carpirgli un poco dei suoi segreti. Con gesti senza paura, Giuliano piegava le suole e mostrava le tomaie, ricordava i diversi passaggi della lavorazione e le differenze fra una scarpa ben fatta e un prodotto seriale senz’anima. Il piede è il nostro vero punto di contatto con il mondo: erano vere le parole di Giuliano! Anche l’origine della parola “umile” ci riporta a questo contatto con la terra, con il cammino, con lo stare con i piedi ben piantati per terra.

Altro che la testa tra le nuvole e il distaccarsi dalle nostre radici!

Giuliano, tra una parola e l’altra, faceva capire che in realtà i sogni possono nascere e avere le gambe lunghe soltanto se poggiano su solidi piedi, protetti da nobili scarpe. In cammino da sempre, dobbiamo avere un’attenzione intelligente per i nostri piedi e le nostre calzature. Un artigiano, una bottega, un lungo pomeriggio iniziato come sempre capita con frenesia e concluso con una piccola lezione sulla nostra vita e i nostri passi.

Nino uscì sicuro di aver affidato il “piccolo tesoro” nelle mani giuste che lo avrebbero trattato come esso meritava e decise di attendere il tramonto camminando senza fretta.

Giuliano, le scarpe e i passi per i nostri sogni

3 commenti su “Giuliano, le scarpe e i passi per i nostri sogni

  1. Giuliano , oltre un’ amico nel suo mestiere è un ‘ artista . Fate un salto nel suo laboratorio vi renderete conto da soli

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