Babbo Natale, la concorrenza e il nuovo contratto

Cogliamo l’occasione per salutare i nostri lettori e fare loro gli auguri per un sereno Natale e un positivo anno nuovo. Ci prendiamo qualche settimana di riposo. Vi lasciamo con un piccolo gioco che ci siamo concessi. Nei nostri brevi interventi abbiamo seguito le camminate e le riflessioni di Nino. Il nostro amico ci ha autorizzato a pubblicare questa breve lettera che gli è stata inviata da Babbo Natale.

Caro Nino,

creo un poco di scompiglio nella tradizione e sono io a scriverti per Natale. Come ben sai – mi sento un poco Totò – in genere sono io a ricevere milioni e milioni di lettere nella mia Lapponia.

Questa volta ho deciso di scriverti perché seguo con attenzione i racconti che ti riguardano ed ho imparato ad apprezzare le tue riflessioni, osservazioni.

Il mondo è cambiato tanto negli ultimi anni e, dal mio punto di vista – ti scrivo in questo caso come lavoratore – il primo segno del mutamento c’è stato nella mia concorrenza con la Befana.

All’epoca, lo confesso, sono stato superficiale e non ho saputo calcolare tutte le conseguenze che ci sarebbero state.

Non ho neanche prestato attenzione alle modifiche contrattuali e alle garanzie che avrei dovuto richiedere.

In qualche modo la globalizzazione ha colpito anche me, e non me ne sono reso conto.

C’è stato un tempo lontano in cui io e la Befana, secondo un tacito accordo non scritto, coprivamo aree diverse e senza interferenze tra di noi.

Io e lei – la Befana dico – siamo stati gli antesignani di tutte le consegne a domicilio, di tutti i rider del mondo e abbiamo aperto la pista ad attività inimmaginabili.

Certo, lo dico fra me e te, la concorrenza era già sleale.

Le spese di organizzazione della Befana sono sempre state più basse delle mie; a lei bastava una scopa e via; io ero costretto a mantenere le renne per tutto l’anno per un lavoro concentrato in pochissimi giorni.

Detto tra noi, senza voler apparire competitivo e stupido, ricordati anche le spese che devo sostenere per gli abiti da lavoro.

La Befana usa quattro straccetti di seconda mano; il mio vestito è tutta un’altra cosa.

Lo sai quanto mi costa la cura della barba?

E lo sai quanto mi costano i miei collaboratori per ricevere, analizzare e interpretare i milioni di letterine che mi mandano?

Insomma, non ho tenuto conto di tutti questi fattori quando il mercato del lavoro è cambiato e mi sono ritrovato con un’area da coprire sempre più vasta e con richieste sempre più complesse.

In qualche modo ho un poco messo in ombra la Befana rispetto a un tempo.

La “vecchia”, devo dire la verità, ha reagito bene e ha difeso il suo mercato con dignità, specializzandosi sempre più in dolciumi e cose simili.

Lo ammetto da sempre le invidio l’intuizione della calza e tutte le innovazioni che ha saputo creare nella gestione del prodotto.

Certo oggi arranca anche lei fra norme europee e tracciabilità dei prodotti. So che ha dovuto fare non pochi corsi e rivedere alcuni dei suoi processi organizzativi.

Le sfide del nuovo millennio sono tante e ti scrivo, viste le tue riflessioni, per avere qualche consiglio e qualche indicazione.

Per adesso Buon Natale

(ti assicuro che detto da me vale doppio)

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